Concorsopoli anche per i giornalisti

Per la serie "chi non ha peccato scagli la prima pietra" vi segnalo questo articolo-denuncia di Claudio Visani pubblicato su Il Salvagente.
Un commento? Mi viene in mente una battuta di Ficarra e Picone ne "La Matassa": ad un certo punto i due protagonisti scoprono un dipendente del loro hotel che rivende sottobanco il materiale di approviggionamento dell'albergo presso cui lavora. Allora dopo averlo beccato lo redarguiscono disgustati: "Schifo, vergogna, schifo, vergogna"…
Ma voi vi chiederete "dov'è la battuta"? Appunto!
Leggete e meditate gente…

3 thoughts on “Concorsopoli anche per i giornalisti

  1. ….un nome a caso …….Valentina Loiero! A Canale 5 .Anche il giornalismo privato,  ovviamente, è invaso da figli di ………..
    Evviva il trasversalismo !

  2. Ma la Loiero lavora a Mediaset cioè nel settore privato (finanziato dalla pubblicità che arriva comunque dalle nostre tasche ma non dalle nostre tasse). In quel caso Mentana poteva assumere chi voleva: Donada Scalfari, Lella Confalonieri, Chiara Geronzi, Giancarlo Mazzucchelli, Elena Caputo, Veronica Gervaso, Salvo Sottile.. e quindi anche la Loiero. Se queste assunzioni fossero state fatte alla Rai, ecco si potevano contestare, ma così possiamo solo espremere un giudizio etico negativo o positivo. Ci devo pensare molto per esprimerlo…
    Nino Luca

  3. A parte il fatto che l'estensione del fenomeno non attenua il danno alla società prodotto dalla parentopoli nell'università. Comunque c'è una bella differenza: chi vince il concorso per diventare giornalista professionista non vince un posto di lavoro. Anzi, spesso rimane a spasso ma con un foglio di via in più nella tasca da mostrare mentre mendica un posto. Talvolta è anche controproducente perchè i professionisti sono più impegnativi nella fase di assunzione.
    Per cui non facciamo certi tentativi goffi di omologare il malcostume criminale.

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